GHK-Cu
RAME-TRIPEPTIDE — PELLE E COLLAGENE
GHK-Cu è una molecola che il corpo produce già: circola nel plasma e la sua concentrazione si dimezza fra i vent'anni e i sessanta.
- NOME ESTESO
- Gly-His-Lys
- glicil-L-istidil-L-lisina
- CLASSE
- Tripeptide
- 3 amminoacidi + 1 ione rame
- ORIGINE
- Endogeno
- presente nel plasma umano
- SCOPERTA
- 1973
- isolato dal siero umano
Cos'è, in parole semplici
Prima dei numeri e dei dosaggi: che cosa è questa molecola, da dove viene e perché se ne parla.
Le proteine sono catene lunghe di amminoacidi. Quando la catena è corta — da due a circa cinquanta anelli — si chiama peptide. GHK è fra le più corte che facciano qualcosa: appena tre amminoacidi, glicina, istidina e lisina.
Da sola quella catena serve a poco. La forma attiva è quella in cui tiene stretto uno ione di rame (Cu²⁺): da qui il nome GHK-Cu. Il rame è indispensabile agli enzimi che assemblano collagene ed elastina, e GHK funziona come il corriere che glielo consegna.
La concentrazione nel sangue è alta da giovani e cala di oltre la metà dopo i sessant'anni. È questa curva discendente ad averlo reso interessante come segnale di rimodellamento: GHK-Cu non aggiunge collagene, dice alle cellule di rifarlo.
Come funziona
Il meccanismo d'azione, passo per passo. Senza questo pezzo l'elenco dei benefici resta una lista di affermazioni.
Consegna il rame agli enzimi
Gli enzimi che legano fra loro le fibre di collagene ed elastina funzionano solo in presenza di rame. GHK ha un'affinità altissima per lo ione rame e lo trasporta ai fibroblasti, le cellule che producono la matrice extracellulare: l'impalcatura su cui la pelle poggia.
Riaccende la produzione
Nei fibroblasti aumenta l'espressione dei geni del collagene di tipo I e III, dell'elastina e dei glicosaminoglicani — le molecole che trattengono acqua e danno turgore. Nei test in vitro l'effetto compare già a concentrazioni bassissime.
Frena la demolizione
La matrice viene continuamente demolita da enzimi chiamati metalloproteinasi. GHK-Cu ne modula l'attività aumentando i loro inibitori naturali: il bilancio fra costruzione e demolizione si sposta verso la costruzione.
Calma l'infiammazione
Riduce i mediatori infiammatori e neutralizza i radicali liberi. Nei modelli di ferita è la fase che precede la riparazione vera e propria: meno infiammazione significa meno tessuto cicatriziale disorganizzato.
Tutti i benefici riportati
Quello che la letteratura riporta, raggruppato per area. Accanto a ogni gruppo trovi da dove vengono i dati: uno studio su colture cellulari e uno studio clinico sull'uomo non pesano allo stesso modo.
Dosaggi e frequenza
I valori usati nei protocolli di ricerca pubblicati, con frequenza e via di somministrazione.
I valori riportati provengono da letteratura preclinica e da protocolli sperimentali pubblicati. Non sono una posologia, non sono una prescrizione e non sostituiscono il parere di un medico.
I valori della griglia vengono da protocolli sperimentali. Nella pratica documentata GHK-Cu si usa per via topica, in formulazioni all'1–2%: è l'unica via su cui esistano dati raccolti sull'uomo.
Il complesso è sensibile al pH: soluzioni troppo acide liberano il rame dal peptide. Il colore blu intenso della soluzione ricostituita è normale ed è dovuto proprio allo ione rame.
Effetti collaterali
Quello che viene riportato più spesso, e i segnali che non vanno interpretati come un semplice assestamento.
Domande frequenti
Le domande che tornano più spesso su GHK-Cu.
Gli altri peptidi
Le altre tre molecole della guida, ognuna con la sua scheda completa.
Il triplo agonista GLP-1 / GIP / glucagone. Negli studi di fase II ha prodotto il calo di peso più marcato mai riportato per una terapia iniettabile.
Il peptide della riparazione: nei modelli animali accelera la guarigione di tendini, legamenti e mucosa intestinale. Centinaia di studi su roditori, nessuno sull'uomo.
Il frammento della timosina β4: nei modelli porta le cellule riparatrici dove serve. Azione sistemica, dove BPC-157 lavora soprattutto in locale.