PEPTILYNRESEARCH PEPTIDES
SCHEDA COMPLETA — LY-3437943

Retatrutide

TRIPLO AGONISTA — METABOLISMO

Se hai sentito parlare di semaglutide o tirzepatide(Mounjaro), Retatrutide è il passo successivo della stessa famiglia: invece di premere uno o due interruttori del metabolismo, ne preme tre.

SIGLA DI SVILUPPO
LY-3437943
sviluppata da Eli Lilly
CLASSE
Triplo agonista
GLP-1 · GIP · glucagone
STRUTTURA
39 amminoacidi
peptide acilato su base GIP
EMIVITA
~6 giorni
compatibile con 1 dose a settimana
SOLO PER USO DI RICERCA IN LABORATORIO.
01

Cos'è, in parole semplici

Prima dei numeri e dei dosaggi: che cosa è questa molecola, da dove viene e perché se ne parla.

Il corpo regola fame, sazietà e zuccheri nel sangue con dei messaggeri chimici chiamati ormoni incretinici. Quando mangi, l'intestino li rilascia: dicono al pancreas di produrre insulina, allo stomaco di svuotarsi più lentamente e al cervello che è ora di smettere di mangiare.

Un agonista è una molecola costruita per imitare uno di questi messaggeri e accendere lo stesso interruttore — il recettore — restando in circolo molto più a lungo dell'ormone naturale. Semaglutide ne imita uno solo (GLP-1), tirzepatide due (GLP-1 e GIP).

Retatrutide ne imita tre: GLP-1, GIP e glucagone. I primi due riducono l'appetito e migliorano il controllo degli zuccheri. Il terzo fa una cosa diversa: aumenta l'energia che il corpo brucia a riposo e spinge il fegato a consumare i propri grassi. È da lì che arriva la differenza osservata negli studi.

02

Come funziona

Il meccanismo d'azione, passo per passo. Senza questo pezzo l'elenco dei benefici resta una lista di affermazioni.

01

Meno fame, più sazietà

La componente GLP-1 agisce sui centri dell'appetito nell'ipotalamo e rallenta lo svuotamento dello stomaco: il pasto resta più a lungo, la sensazione di pienezza arriva prima e dura di più.

02

Insulina solo quando serve

GLP-1 e GIP stimolano il pancreas a rilasciare insulina in presenza di glucosio alto, e frenano il glucagone dopo i pasti. È il motivo per cui, da soli, non causano ipoglicemia.

03

Più energia bruciata

La componente glucagone è l'aggiunta rispetto alle terapie già in commercio: aumenta il dispendio energetico a riposo e mobilita i grassi accumulati nel fegato. Negli studi è la parte che spiega la riduzione del grasso epatico.

04

Una sola iniezione a settimana

La molecola porta una catena grassa che la fa legare all'albumina, la proteina del sangue che la protegge dall'eliminazione. L'emivita che ne risulta è di circa sei giorni: una somministrazione settimanale mantiene livelli stabili.

03

Tutti i benefici riportati

Quello che la letteratura riporta, raggruppato per area. Accanto a ogni gruppo trovi da dove vengono i dati: uno studio su colture cellulari e uno studio clinico sull'uomo non pesano allo stesso modo.

PESO E COMPOSIZIONE CORPOREASTUDI CLINICI SULL'UOMO
Calo di peso dose-dipendente: circa il 24% del peso iniziale a 48 settimane con la dose da 12 mg, nello studio di fase II sull'obesità
Riduzione già marcata alle dosi intermedie (intorno al 17% con 4 mg, al 23% con 8 mg)
Curva del peso ancora in discesa a fine studio: nessun plateau evidente a 48 settimane
Riduzione della circonferenza vita proporzionale al calo di peso
La quota maggiore del peso perso è massa grassa, con riduzione preferenziale del grasso viscerale
Quota elevata di partecipanti oltre le soglie del 15% e del 20% di calo ponderale
CONTROLLO GLICEMICOSTUDI CLINICI SULL'UOMO
Riduzione dell'emoglobina glicata fino a circa due punti percentuali nei partecipanti con diabete di tipo 2
Quota rilevante di partecipanti riportata sotto la soglia diagnostica di diabete a fine studio
Riduzione della glicemia a digiuno e miglioramento della sensibilità all'insulina
Rischio di ipoglicemia basso in monoterapia: la stimolazione dell'insulina dipende dal livello di glucosio
FEGATO E LIPIDISTUDI CLINICI SULL'UOMO
Riduzione molto marcata del grasso epatico nella steatosi non alcolica: oltre l'80% in media alle dosi più alte a 48 settimane
Quota elevata di partecipanti con contenuto di grasso epatico riportato sotto la soglia di normalità (5%)
Riduzione dei trigliceridi circolanti
Riduzione del colesterolo LDL e aumento del colesterolo HDL
ESITI CARDIOMETABOLICI ED ESPLORATIVISTUDI CLINICI SULL'UOMO
Riduzione della pressione arteriosa sistolica e diastolica
Riduzione dei marcatori di infiammazione sistemica, in particolare la proteina C reattiva
Miglioramento di più componenti della sindrome metabolica valutate insieme
Sono in corso studi di fase III su artrosi del ginocchio, apnee ostruttive del sonno, insufficienza cardiaca ed esiti cardiovascolari (programma TRIUMPH)
04

Dosaggi e frequenza

I valori usati nei protocolli di ricerca pubblicati, con frequenza e via di somministrazione.

NOTA SUI DOSAGGI

I valori riportati provengono da letteratura preclinica e da protocolli sperimentali pubblicati. Non sono una posologia, non sono una prescrizione e non sostituiscono il parere di un medico.

DOSAGGIO1 → 12 mgtitolazione progressiva
FREQUENZASettimanale1 volta a settimana, stesso giorno
TITOLAZIONE4 settimaneper ogni incremento di dose
VIASottocutaneaaddome, coscia o braccio

I valori della griglia sono le dosi usate nei protocolli sperimentali, non una posologia. Negli studi si parte da 1–2 mg e si sale ogni quattro settimane: la titolazione lenta è ciò che rende tollerabili gli effetti gastrointestinali.

Salire troppo in fretta è l'errore più riportato. La nausea non è un effetto da superare: è il segnale che la dose sta correndo davanti all'adattamento dell'apparato digerente.

05

Effetti collaterali

Quello che viene riportato più spesso, e i segnali che non vanno interpretati come un semplice assestamento.

RIPORTATI PIÙ DI FREQUENTE NEGLI STUDI
Nausea — l'effetto più comune, con picco nelle settimane che seguono ogni aumento di dose
Vomito e diarrea, in genere transitori
Stitichezza, gonfiore addominale e reflusso
Riduzione dell'appetito fino all'inappetenza
Aumento della frequenza cardiaca a riposo, mediamente di pochi battiti al minuto
Affaticamento nelle prime settimane e durante la titolazione
Perdita di capelli riportata alle dosi più alte, verosimilmente legata alla rapidità del calo di peso
06

Domande frequenti

Le domande che tornano più spesso su Retatrutide.

Gli altri peptidi

Le altre tre molecole della guida, ognuna con la sua scheda completa.

AVVERTENZA

Questa pagina informa. Non prescrive.

Tutti i contenuti hanno finalità informativa e riguardano l'impiego in contesti di ricerca. I prodotti PEPTILYN sono destinati esclusivamente all'uso in laboratorio e non sono farmaci: non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia negli esseri umani o negli animali.

Nulla di quanto riportato sostituisce il parere di un medico. Se stai valutando una terapia, parlane con un professionista sanitario prima di qualsiasi decisione.